0
Storia in Podcast Scarica l’app
Torna al podcast

Vi racconto Raul Gardini - Terza parte

10 min 59 s

Storia in Podcast Vi racconto Raul Gardini - Terza parte Pronto per l’ascolto
0:00 10 min 59 s

Descrizione dell’episodio

Nuovi materiali, brevetti e una green economy troppo visionaria per l’epoca. L’uscita di scena dal gruppo Ferruzzi.In questa terza puntata si racconta la scalata della Montedison nel 1987, con cui Gardini avvia la sperimentazione di nuovi prodotti chimici senza l’impiego di idrocarburi, interamente di origine vegetale. «L’agricoltura è chimica», era solito dire. Gardini riteneva che la ricerca scientifica fosse fondamentale per lo sviluppo di nuovi prodotti industriali. Così crea Nuovamont, una società basata a Novara, che grava intorno a Montedison con il compito di sviluppare nuovi brevetti. Nel 1989 fonda Enimont, progetto che naufraga nel 1991. Alla fine degli anni Ottanta, infatti, le sue rivoluzionarie sperimentazioni non erano state capite dal mondo politico né apprezzate dalle altre realtà industriali, in particolare Confindustria. Gardini, tuttavia, convinto dell’efficienza di questi nuovi materiali di origine vegetale li utilizza per arredare il suo studio e li applica anche al Moro di Venezia, la barca a vela con cui entra nelle case degli italiani, vince la Louis Vuitton Cup e gareggia nella finale di Coppa America del 1992.In questo podcast, il giornalista Cesare Peruzzi racconta la vicenda di Raul Gardini, a trent’anni dalla morte del grande imprenditore e della pubblicazione del suo celebre libro “A modo mio”, in questi giorni tornato in libreria per Baldini+Castoldi e per La Nave di Teseo, in un’edizione rivista e accresciuta da un corpus di carte e fotografie inedite. Si tratta del libro in cui Raul Gardini, sollecitato dalle domande di Cesare Peruzzi, ripercorre le tappe fondamentali della sua formazione e della sua carriera.Cesare Peruzzi (Firenze, 1954), sposato, due figli, giornalista, ha lavorato per «Paese Sera», nelle redazioni milanesi de «Il Mondo» e «Panorama» ed è stato inviato di «Il Messaggero» e «Il Sole 24 Ore», per il quale ha anche aperto e guidato per oltre vent’anni la redazione di Firenze. È stato il primo capo ufficio stampa