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Twitter censura tutti, tranne chi vuole bruciare i preti in Spagna

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TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6389TWITTER CENSURA TUTTI, TRANNE CHI VUOLE BRUCIARE I PRETI IN SPAGNA di Caterina GiojelliIl giorno in cui veniva annunciata l'approvazione di Papa Francesco alla beatificazione del sacerdote Juan Elías Medina e di altri 126 martiri spagnoli uccisi in odium fidei tra il 1936 e il 1939, su Twitter si inneggiava al rogo dei preti cattolici.Proprio così, il social network che ha fatto della guerra all'hate speech una crociata, della censura di ogni contenuto o immagine tesa a diffondere l'odio o la violenza una missione, ha ritenuto del tutto trascurabile l'invito ad appiccare #FuegoAlClero, hashtag diventato di tendenza nelle stesse ore in cui veniva ricordata la morte del sacerdote diocesano Medina, trucidato la mattina del 25 settembre 1936 dalle milizie repubblicane dopo due mesi di prigionia.Medina morì, insieme a 14 confratelli alle porte del cimitero di Castro del Río, proclamando la propria fede con con l'espressione "Viva Cristo Rey" e perdonando i suoi uccisori; morì della stessa morte brutale e violenta inflitta a 79 sacerdoti, 5 seminaristi, 3 frati francescani, 1 religiosa e 39 fedeli laici, di cui 29 uomini e 10 donne, i cui eccidi si verificarono in tre vicarie della diocesi di Córdoba negli anni della Guerra Civile. «L'odium fidei fu il motivo prevalente dell'agire dei persecutori - ha scritto la Congregazione delle cause dei santi -. I Servi di Dio furono assassinati perché cattolici; alcuni erano impegnati in attività ecclesiastiche o erano membri di associazioni come l'Azione Cattolica o l'Adorazione Notturna del Santissimo Sacramento. La ferocia non colpì solo le persone, ma si riversò anche su oggetti sacri e luoghi di culto».FUOCO AL CLEROMolte chiese vennero allora date alle fiamme dai civili armati dal Fronte Popolare, miliziani socialisti, comunisti e anar