Descrizione dell’episodio
TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6007SPAGNA, PUZZA DI REGIME: NON PUOI PENSARE DIVERSAMENTE DAL GOVERNO di Raffaella Frullone«Non possiamo pensare in alcun modo che i figli appartengano ai genitori». Non si può certo dire che non sia stata chiara Isabel Celaá, ministro dell'Istruzione dell'esecutivo spagnolo guidato dal socialista Pedro Sánchez. La Celaá ha rilasciato questa dichiarazione durante una conferenza stampa in cui criticava l'adozione del cosiddetto «Pin parentale» da parte del governo della regione di Murcia per iniziativa del partito Vox. Si tratta di una sorta di consenso informato che permette alle famiglie di esercitare il primato educativo e dunque fornire o meno l'autorizzazione rispetto alle attività scolastiche complementari.«Il Pin parentale viola il diritto fondamentale e costituzionale dei bambini e dei giovani a essere educati - ha dichiarato il ministro Celaá - e dunque non può essere accettato. Viola inoltre l'autonomia del centro educativo». Nel caso il messaggio non fosse abbastanza chiaro, le ha fatto eco Irene Montero, ministro spagnolo per l'Uguaglianza, che ha ribadito: «I figli di genitori omofobi hanno il diritto di essere educati al rispetto» e sulla «possibilità di "amare chi vogliono"». Secondo la Montero la decisione del governo della Múrcia «comporta la rottura del patto contro la violenza di genere».Ma se i figli non appartengono ai genitori bensì allo Stato, allora ci sono alcune cose che non tornano, come ha scritto in una lettera diventata virale María Teresa Corzo Santamaría, preside della Facoltà di Scienze economiche e commerciali della Pontificia Università di Comillas e madre di cinque figli.LETTERA APERTA AL MINISTRO DELL'ISTRUZIONE«Signora Celaá, sono la madre di cinque figli, lavoro ogni giorno all'università e spendo le mie energie quotidiane tra la cura dei m