Descrizione dell’episodio
È il giorno 30 aprile 1986, siamo a Pisa, alla sede del Centro universitario per il calcolo elettronico del CNR. Il Cnuce.Un comando "ping" parte da un calcolatore situato nella "sala macchine", attraversa prima un modernissimo Butterfly Gateway, poi sorvola l'Oceano Atlantico sfruttando la rete satellitare del Telespazio di Fucino, e infine raggiunge Roaring Creek, in Pennsylvania.Nel giro di pochi istanti, un "Ok" da parte dell'operatore americano per giungere in risposta a Pisa. È appena nato il primo nodo Internet italiano.Si tratta di un avvenimento epocale, frutto di 5 anni di lavoro da parte del Cnuce che in questo periodo sta sperimentando appunto i diversi standard di collegamento tra computer.I ricercatori non possono ancora sapere che Arpanet porterà fra pochi anni alla nascita del moderno Internet, ma già intravedono le maggiori potenzialità del protocollo TCP/IP rispetto ai concorrenti. Tante infatti sono le università e centri di ricerca nel Mondo, già collegati a questa rete.In effetti, anche se Internet sembra ancora uno dei tanti progetti di ricerca sperimentale, a Pisa sono all'avanguardia e la richiesta di connettere il centro di ricerca alla rete, che di fatto è gestita dagli Stati Uniti, viene accettata con entusiasmo.In pochi ancora si rendono conto che questo avvenimento è parte di un processo che in meno di mezzo secolo trasformerà il Mondo e la civiltà umana, tant'è vero che, complice anche il disastro di Chernobyl avvenuto qualche giorno prima, praticamente nessuno dei media riporta la notizia. Tutto passa in sordina.Nel giro di solo un anno, però, il Cnr registrerà il primo dominio .it, quindi il primo ufficialmente appartenente all'Internet italiano. E poi nascerà il Registro dei domini .it, che ancora oggi è gestito a Pisa.A distanza di poco più di 35 anni, noi oggi facciamo transitare tranquillamente centinaia di GB di dati in giro per il Glo