Descrizione dell’episodio
Quando Wilhelm Conrad Röntgen, con la coda dell’occhio, vide un tenue bagliore verde svilupparsi dove non se lo aspettava, Alfred Nobel era ancora in vita e la fisica classica ottocentesca sembrava ancora reggersi in piedi. Eppure quel fenomeno, non solo mai riconosciuto da altri ma nemmeno mai previsto prima di allora, stava per scatenare una serie di esperimenti e riflessioni che avrebbero contribuito alla grande rivoluzione scientifica del Novecento, e che si sarebbero rivelate fondamentali per l’assegnazione di almeno una mezza dozzina di premi Nobel successivi. Röntgen per primo descrisse una nuova specie di raggi invisibili, che noi avremmo conosciuto come raggi X; dalla sua scoperta derivarono gli esperimenti che portarono alla rivelazione della radioattività naturale, e quelli che avrebbero decretato la natura dei raggi X come parte dello spettro di onde elettromagnetiche. Il percorso con cui Röntgen giunse alla scoperta che lo avrebbe reso famoso, così come il suo rapporto con le ricadute (scientifiche e non) dei raggi X sono fatti, possiamo proprio dirlo, di luci e ombre. Il carattere di sperimentatore puro tipico di Röntgen gli permise di indagare a fondo il fenomeno, fino a capire senza ombra di dubbio di avere a che fare con qualcosa di nuovo e sbalorditivo, che altri prima di lui avevano avuto l’occasione di vedere, ma non ne erano stati capaci; allo stesso modo gli impedì non solo di prevederne gli sviluppi e le implicazioni concettuali, ma perfino di accettarle. I raggi X ebbero un impatto immediato e profondo sulla medicina del Novecento, specialmente in ambito diagnostico e chirurgico, salvando un numero incalcolabile di vite e procurando così un innegabile beneficio all’umanità, così come auspicato da Alfred Nobel; tuttavia presto si venne a scoprire che così come potevano salvare vite, potevano anche accorciar