Descrizione dell’episodio
🎬 **Introduzione Il video, sessantottesima parte della serie "I Corleonesi", analizza l'ondata di violenza mafiosa successiva al Maxi Processo, culminata nell'efferato duplice omicidio del giudice Antonino Saetta e di suo figlio Stefano nel settembre 1988, ordito da Totò Riina e Francesco Madonia per intimidire lo Stato. La Nuova Offensiva di Riina Dopo gli omicidi dell'ex sindaco Giuseppe Insalaco e dell'agente Natale Mondo (gennaio 1988), la mafia di Totò Riina ("u Curtu") intensifica la strategia di guerra aperta contro lo Stato, nonostante le perplessità di alcuni capi storici [03:07]. Il Contesto degli Appalti: La mafia era stata colpita duramente dalla rottura del sistema degli appalti e delle concessioni (manutenzione strade e illuminazione), gestito per anni da lobbie come quella della Lesca del Conte Cassina e della ICEM di Roberto Parisi (poi ucciso nel 1985) [08:25]. Riina, attraverso Vito Ciancimino, aveva un legame con questa lobby (la cui potenza si fondava sull'appoggio incondizionato di politici e sulla minaccia armata) [22:01]. L'Omicidio Saetta (25 Settembre 1988) Il giudice Antonino Saetta, 66 anni, presidente di sezione della Corte d'Assise d'Appello di Palermo, viene assassinato insieme al figlio Stefano (35 anni) [30:01]. Il Bersaglio: Saetta era un magistrato integro e inflessibile [29:58]. Il movente principale è legato a due importanti processi di mafia che aveva presieduto in appello: Strage di Rocco Chinnici (1985-1986): Saetta aveva aggravato le pene e confermato le condanne ai vertici storici della mafia siciliana, inviando un messaggio chiaro a Cosa Nostra [30:43]. Omicidio Emanuele Basile: Pochi mesi prima dell'agguato, Saetta aveva condannato all'ergastolo i Corleonesi Vincenzo Puccio, Armando Bonanno e Giuseppe Madonia [31:38]. 🕒 **Timestamps / Capitoli** * Totò Riina intensifica la strategia di violenza [03:07] 00:03:07 L'eliminazione di Insalaco e Mondo: due "testimoni dall'interno" [07:37] 00:07:37 La lobby di potere di Cassina