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Riccardo Muti fa a pezzi, con eleganza, il politicamente corretto

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TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6648RICCARDO MUTI FA A PEZZI, CON ELEGANZA, IL POLITICAMENTE CORRETTO di Roberto MarchesiniRiccardo Muti è una delle poche glorie dell’Italia contemporanea. Qualche giorno fa ha concesso al Corriere della Sera un’intervista-bomba, che merita diverse riletture e riflessioni.Il maestro, con semplicità e garbo, fa a pezzi il politicamente corretto, dall’immigrazionismo («Rimpiango la serietà. Lo spirito con cui Federico II fece scolpire sulla porta di Capua, sotto il busto di Pier delle Vigne e di Taddeo da Sessa, il motto: "Intrent securi qui quaerunt vivere puri"; entrino sicuri coloro che intendono vivere onestamente. Questa è la politica dell’immigrazione e dell’integrazione che servirebbe») al Metoo («Con il Metoo, Da Ponte e Mozart finirebbero in galera. Definiscono Bach, Beethoven, Schubert "musica colonialista": come si fa? Schubert poi era una persona dolcissima... C’è un movimento secondo cui, nel preparare una stagione musicale, dovrebbe esserci un equilibrio tra uomini, donne, colori di pelle diversi, transgender, in modo che tutte le questioni sociali, etniche, genetiche siano rappresentate. Lo trovo molto strano. La scelta va fatta in base al valore e al talento. Senza discriminazioni, in un senso o nell’altro»).LA MALEDUCAZIONE DIVENTA LA NORMALITÀIn un mondo nel quale i neo-laureati, quando escono male, prendono un 110 (la norma è la lode), il direttore elogia la pazienza e l’umiltà della gavetta: «La direzione d’orchestra è spesso diventata una professione di comodo. Sovente i giovani arrivano a dirigere senza studi lunghi e seri. Affrontano opere monumentali all’inizio dell’attività, basandosi sull’efficienza del gesto, talora della gesticolazione». Denuncia, da par suo, la maleducazione fatta norma: «Riesco a seguire un contrappunto in otto parti musicali che si inter