Descrizione dell’episodio
..Un viaggio attraverso l'Europa a piedi, la vista della morte, la voglia di riabbracciare la famiglia..Finisce il ciclo di puntate che Psicoradio dedica ad una modalità di accoglienza dei migranti chiamata SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati). Questo sistema prevede un’accoglienza diffusa sul territorio, su scelta volontaria dei comuni, destinata a poche persone per volta (percentualmente al numero di residentii nel comune), finalizzata all' inserimento attraverso formazione al lavoro, corsi di italiano di educazione civica...Due migranti ospiti allo SPRAR Casa Rupe raccontano a Psicoradio le loro paure e i loro sogni .“Ho avuto paura del viaggio. Ho visto tante persone morte, c'è chi è morto in mare, chi per il freddo, chi in treno perché toccava l'elettricità. Ho visto morire i miei compagni di viaggio nella foresta tra la Grecia e la Serbia. Ho avuto paura perché quando fai un viaggio tutto a piedi e senza documenti, il pensiero del suicidio è sempre presente “ racconta la voce dolce di un ragazzo marocchino di 21 anni scappato da Casablanca ancora minorenne. “Grazie allo SPRAR Casa Rupe ho imparato l'italiano, ottenuto la licenza media e imparato a fare il metalmeccanico per aiutare economicamente la mia famiglia che spero un giorno possa raggiungermi”. ..Anche l’ospite russo, un ragazzone arrivato in Italia tredici anni fa per raggiungere la madre, all’inizio ha avuto paura: “quando sono stato a Napoli a lavorare ho visto tante cose brutte; ero solo, avevo paura e mi mancava la mia famiglia ”...Oggi ha 34 anni e desidera portare in Italia la figlia di cinque anni rimasta in patria “per vivere finalmente insieme”. ..David Lovelock, coordinatore di Casa Rupe ci dice che, nonostante il clima difficile e le tristi realtà con cui si viene in contatto, è “un lavoro che mi dà la possibilità di fare qualcosa rispetto agli eventi di cui sono testimone; siamo in una fase storica in cui forgiamo la nostra mente rispetto ad un atteggiament