Focus economia Scarica l’app
Torna al podcast

Peggiora l'inverno demografico, nascite sotto quota 370mila

1 h 6 min

Focus economia Peggiora l'inverno demografico, nascite sotto quota 370mila Pronto per l’ascolto
0:00 1 h 6 min

Descrizione dell’episodio

Nuovo (atteso) calo delle nascite in Italia. Nel 2024 i nuovi nati si attestano a quota 370mila, registrando una diminuzione sul 2023 del 2,6%, quando erano stati quasi 380mila (393mila nel 2022), con un tasso di fertilità sceso a 1,18 figli per donna, (dal 1,21 precedente), record negativo dal 1995 quando fu del 1,19. Allora la situazione era molto diversa: trenta anni fa erano nati 526mila bambini contro i 370mila del 2024, a causa della ben maggiore presenza nel quadro demografico di donne in età fertile rispetto ad oggi. L'Istat nel rapporto sugli indicatori demografici informa che anche i decessi (651mila), il 3,1% in meno sul 2023, dato più in linea con i livelli pre-pandemici che con quelli del triennio 2020-22. Il saldo naturale, ovvero la differenza tra nascite e decessi, è quindi ancora fortemente negativo (-281mila unità). Le immigrazioni dall estero, 435mila, per quanto inferiori di circa 5mila unità rispetto al 2023, si mantengono sostenute, mentre un dato risulta più degno di nota: le emigrazioni per l estero ammontano a loro volta a 191mila, in sensibile aumento sul 2023 (+33mila). Il saldo migratorio netto con l estero è dunque pari a +244mila, riuscendo in ampia parte a compensare il deficit dovuto alla dinamica naturale. Risultano, infine, in calo dell 1,4% i trasferimenti di residenza tra Comuni, che globalmente hanno coinvolto un milione e 413mila cittadini. Nel complesso sono 58,934 milioni i residenti al 1° gennaio 2025. In calo dello 0,6 per mille, e 5,4 milioni i cittadini stranieri residenti. Il calo di popolazione non coinvolge in modo generalizzato tutte le aree del Paese. Mentre nel Nord la popolazione aumenta dell 1,6 per mille, il Centro e il Mezzogiorno registrano variazioni negative rispettivamente pari a -0,6 per mille e a -3,8 per mille. Nelle Aree interne del Paese si osserva una perdita di popolazione più intensa rispetto ai Centri (-2,4 per mille, con