0
Torna al podcast

Parole in viaggio - puntata #9

8 min 32 s

Parole in viaggio Parole in viaggio - puntata #9 Pronto per l’ascolto
0:00 8 min 32 s

Descrizione dell’episodio

Di nuovo collegati con le frequenze di Parole in viaggio... oggi tocca a tolleranza e amicizia... buon ascolto Buonasera a tutti i nostri ascoltatori e bentornati sulle frequenze di Parole in viaggio. Sono giorni purtroppo in cui le notizie principali si concentrano ancora una volta sulle rotte dei migranti. La notizia di per sè non porta nulla di nuovo, nel senso che nessuna istituzione finora ha trovato un sistema adeguato per far fronte alla continua emergenza dei profughi. Cambiano solo i luoghi di sbarco, le mete scelte per entrare nell’Unione Europea, dai mari del sud ai nuovi confini verso l’est. E se tutto questo non ha cambiato il senso del migrare, è altrettanto vero che non è cambiato l’atteggiamento di accoglienza verso l’altro. I giornali ma anche parte della politica stessa sottolineano come sia sempre più necessaria una forma di tolleranza di fronte a questo fenomeno migratorio. Tolleranza nel senso proprio di accettazione dell’altro. E forse un’interpretazione di tale fenomeno è nascosta proprio nell’uso di questa parola, tolleranza. Tolleranza ha un suo significato ben specifico, deriva dal latino tollere nel senso di sostenere, tenere sollevato, sopportare. è chiaro che il riferimento va subito al peso, a qualcosa di pesante che per far sì che non cada, va sostenuto, non va lasciato andare, va proprio tenuto su. è una delicatissima sottigliezza, ma se ci pensiamo bene è proprio vero: tollerare non è un’azione semplice, anzi piuttosto è evidente che si porta un peso ma ci si sente quasi obbligati a farlo. Manca cioè l’aspetto spontaneo nell’azione. Può essere la legge, può essere l’etica, qualunque cosa sia noi non sentiamo una spinta da dentro a sollevare questo peso ma sentiamo piuttosto questo peso schiacciarci e ci chiediamo in continuazione perchè dobbiamo portarlo. Un altro esempio può essere la tolleranza religiosa, essere costretti a sapere che ci sono altre religioni, o la tolleranza dei vicini o di qualsiasi altra categoria di