Descrizione dell’episodio
Prima puntata del 2016 dedicata al rispetto e all'egomania... buon ascolto! Buonasera a tutti e bentornati sulle frequenze di Parole in viaggio. Anche per questo mese siamo arrivati al terzo lunedì, giorno ufficiale per il nostro appuntamento radiofonico. un anno si è da poco concluso, un altro è in attesa di mostrarci le sue novità: il 2016 oltre a regalarci un giorno in più, sarà l’anno dell’apertura verso l’altro, o almeno dell’apertura di tutte le porte sante. Sarà l’anno del cambio di presidente degli USA, forse arriverà la prima donna della storia, di sicuro ci sarà spazio per qualche novità e inaspettate invenzioni. Di sicuro ciò che non è cambiato è il modo di atteggiarsi di tanta gente verso altre persone. Parlo di rispetto, e non è il semplice valore ma il pensiero che sorge nella mente umana quando trova davanti un individuo della propria specie. “mi raccomando, porta rispetto alla maestra” dice sempre la mamma al figlio prima di mandarlo a scuola… “le regole vanno rispettate” urla l’allenatore ai calciatori… “devi portare rispetto al tuo superiore” afferma con tono acceso il capo reparto all’operaio… il rispetto spesso è collegato ad una sua accezione passiva, è così punto e basta… il rispetto verso l’altro invece è un processo, è un’azione in continua evoluzione, è tutto fuorché una regola matematica da applicare nella realtà di tutti i giorni. Il rispetto nasce da un semplicissimo verbo latino spicere, che significa guardare, osservare, unito al suffisso re che invita a ripetere nuovamente l’azione. Rispetto come osservare di nuovo, ancora una volta, come se i latini volessero ricordarci che per rispettare l’altro non è mai sufficiente un unico sguardo, ma forse è sempre meglio riguardare chi abbiamo davanti. E se vogliamo essere ancora più precisi, non è un semplice osservare passivo: il verbo spicere racchiude la radice spic, cioè la punta, che serve per pungere, per penetrare l’altro, per non rimanere semplicemente su un livello superficiale qu