Descrizione dell’episodio
Buonasera a tutti e bentornati sulle frequenze di Parole in viaggio. è ripartito il nuovo anno, il mese di gennaio ci ha già salutati. Eppure, camminando per le strade non si respira aria di grandi cambiamenti… come spesso accade. dopo l’euforia e i buoni propositi di capodanno, tutto rimane pressoché inalterato. In modo particolare un dettaglio mi cattura spesso l’attenzione: l’essere umano è sempre più attratto da una condizione di tristezza, di inappagamento, di insoddisfazione. è come se l’animo umano fosse facilitato a mostrare il suo lato triste anzichè quello più radioso. Come se la malinconia fosse la parte principale delle nostre vite. Eppure Ippocrate ancora 2400 anni fa ci aveva invitati a porre la giusta attenzione alle dosi di malinconia da usare ogni giorno. O meglio ancora aveva sottolineato l’importanza di generare un equilibrio. Nella sua opera, “La natura dell’uomo”, affermava che “«Il corpo dell'uomo ha in sé sangue, flegma, bile gialla e nera; questi costituiscono la natura del suo corpo e per causa loro soffre od è sano. È dunque sano soprattutto quando questi componenti si trovino reciprocamente ben temperati per proprietà e quantità, e la mescolanza sia completa. Soffre invece quando uno di essi sia in difetto o in eccesso, o si separi nel corpo e non sia temperato con tutti gli altri» il segreto secondo Ippocrate sta dunque nella mescolanza, nella sintesi finale dei vari elementi. E mi permetto di aggiungere che oltre alla mescolanza, l’ideale sarebbe prima sviluppare una sorta di consapevolezza di queste emozioni, perchè in questo modo si può assaporarne ogni minimo aspetto, compreso quello stato di tristezza che spesso vagheggia per le strade. Ippocrate la chiama bile nera che altro non è che la traduzione dal greco di malinconia, la bile nera, ciò che spegne il sorriso, raffredda ogni forma di energia e tende a concentrare la prospettiva su pochi elementi. Poche cose che sottraggono l’attenzione e non corrispondono p