Descrizione dell’episodio
in onda anche la puntata di aprile... buon ascolto! Buongiorno a tutti e bentornati sulle frequenze di parole in viaggio. Ci eravamo lasciati il mese scorso parlando di tolleranza e di amicizia e in modo particolare ci eravamo soffermati sulla necessità di saper osservare per coltivare al meglio l’amicizia. Osservare è una parola un po’ particolare, perché nasconde dentro un concetto che a prima vista non è per nulla legato all’azione del guardare, del vedere. Osservare deriva dal latino ob servo, gli antichi latini avevano già diviso il concetto di guardare da quello di osservare. Osservare significa proprio porsi nell’atteggiamento del servo che sa controllare il padrone, che cerca di intravedere i bisogni della persona che gli sta davanti, per poterlo servire e assecondare. Il servo compie tutto questo in piena fedeltà, non è lo schiavo che era costretto a farlo, che era costretto di fronte alla scelta tra la vita e la morte; il servo viveva in una condizione diversa, il servo viveva la sua vita in funzione del padrone. E l’amico alla fine è semplicemente un servo che non ha padrone ma che decide di vivere la sua vita verso l’altro, verso la persona che ha davanti. L’amico come l’innamorato decide che la vita va condivisa con quella dell’altro, decide che non esiste l’amore se non l’esistenza di due persone che sentono di voler camminare insieme, non c’è costrizione, non c’è obbligo, non c’è aspettativa, non c’è nulla se non le semplici vite che vivono insieme… d’altra parte, come dicono Gazzè Fabi e Silvestri, L'amore non ha casa, non ha un'orbita terrestre, non risponde ai più banali meccanismi tra le forze E se non esiste l’amore, se non esiste una casa, se non esiste nulla al di fuori del legame, dell’invisibile forza che unisce due persone, come può un uomo ad essere sicuro, a capire se questa è la strada da intraprendere? Beh, non c’è risposta, se non lasciarsi andare a un idea di fiducia nella propria scelta. Fiducia nel senso di aver fede, di