Descrizione dell’episodio
Ciao a tutte e a tutti! Le ore calde di Agosto si appiccicano desertiche le une alle altre e bollono come l’asfalto su cui rotolano pneumatici vacanzieri. Se nelle settimane scorse la tagliola del caldo era scattata alla caviglia facendo incespicare il mese, ora invece pare voglia strappare l’arto affondando i suoi denti roventi e il sopportare è complicato, ma coadiuvato da infinite docce rinfrescanti. Per schivare queste pallottole di insopportabile afa corrono in nostro aiuto diverse soluzioni, quali: affitto a tempo indeterminato della vasca da bagno, bevute senza sosta di liquidi gelati - possibilmente alcolici giusto per stordirsi un po’ di più - trasferirsi ai piedi di un rifugio alpino, gironzolare nudi non solo per casa ma anche per le strade della città svuotata, fidanzarsi con il condizionatore d’aria in una torbida e fugace relazione estiva, scavare un'anguria e adagiare il capo come fosse un cuscino, trasferirsi ed abitare nel proprio frigorifero con merluzzo e fichi d’india come coabitanti, e così via. Come sapete incrociare i guantoni con il caldo è una sfida impari e vincere la guerra non è un risultato auspicabile, ma qualche battaglia, diavolo, quella la si porta a casa. Certo il tempo, come la natura, non è malvagio ma solo indifferente alla sorte di noi esseri umani e giustamente fa un po’ come gli pare e ogni tanto si diverte a farci tremare le vene ai polsi scaricando carrettate di acqua gelida sotto forma di palloni da rugby, come aperitivo di un avvertimento ormai già vecchio. Però, per quanto Agosto sia una mese complesso - come sempre del resto - le nottate sono il momento migliore quando a testa in su a guardare la macchia bianca nell’arco scuro del cielo, è di una gioia infinita che si rabbocca il cuore quando ti trovi ad osservare una manciata di stelle raminghe che tornano a trovarci e si fanno ammirare mentre lasciano dietro di loro una coda di polvere brillante. Chissà che cosa pensano. Me lo sono sempre chiesto, nel loro viaggi