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Onde [ST5 - EP3] con Cantautoma Vol. 1

2 h 10 min

Onde: Musica e Dintorni Onde [ST5 - EP3] con Cantautoma Vol. 1 Pronto per l’ascolto
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Descrizione dell’episodio

Ciao a tutte e a tutti! Marzo si dice pazzerello. Noi esseri umani non possiamo permetterci il lusso di poter dire cosa sia pazzo e cosa no, visto che la nostra umanità in questi mesi si sta prendendo di gran diritto la nomea di folle. Non è il tempo metereologico ad essere bizzarro, quanto la nostra attitudine a essere ciechi e sordi rispetto alla voce della terra che reclama una tregua, a città e storie che diventano cenere o ai mari che inghiottono vite. Questa nostra stasi umana indifferente a questi avvenimenti, questa sì, che chiamerei pazzia. Questo non è essere disumani, bensì umani: Bergonzoni lo ha ripetuto e detto spesso: la guerra è umana, la cattiveria è umana, il dolore è umano, smettiamola di deresponsabilizzarci da quello che è il nostro dovere più grande, ritorniamo al sovrumano, sempre per citare Bergonzoni, e ripartiamo dal bello. Ripartiamo a parlare di poesia, di arte, di musica, di tutto ciò che è possibile creare senza distruggere e ritroviamo l’empatia perduta chissà dove in qualche scroll. Mi scuserete questo incipit così scuro nelle sue tinte, ma sono giorni di lacerazioni nel continuare a osservare inermi questo mondo umano che ha smarrito ogni senso di pietà. Ed è al bello appunto che noi rivolgiamo il nostro sguardo, è sul diapason di ciò che è capace di colorare il mondo, i frutti che la mente umana riesce a donare ai nostri sensi, che ci accordiamo, per trattenere e ricordare e riverberare che c’è qualcosa di altro. Un mondo altro, alla fine, è possibile. Marzo dicevo è talmente pazzerello nella sua natura indecisa, che sembra la scena di Homer Simpson che saltella dentro e fuori sulla linea di confine tra Australia e Stati Uniti; se conoscete la scena sapete bene di cosa parlo altrimenti trovate lo spezzone nelle note dell’episodio. Marzo va un po’ di qui e un po’ di la nella colonnina di mercurio, democratico decide di dare spazio in maniera caotica sia al freddo che al caldo primaverile. Sembrerebbe un eterno indeciso, splendi