Descrizione dell’episodio
Ciao a tutte e a tutti! Anche se il buon Shakespeare nella tragedia ‘Giulio Cesare’ ci metteva ben in guardia sulle Idi di Marzo e anche se oggi non è il 15 del mese, bensì il primo, vogliamo in maniera arrogante tentare di soverchiare l’infausto monito, il presagio negativo, in qualcosa di bello, di lucente, ovvero trasformare le Idi in Odi di Marzo. Sperando che vengano udite. Con oggi, che batte la campanella sul primo giorno di Marzo, si torna ad ondeggiare di Ondedì. Nonostante alcune questioni ecologiche, sociali e geopolitiche si affaccino che furia sull’uscio della nostra porta, che nemmeno Jack Nicholoson in Shining, Marzo si rivela piano piano il vero manto di tepore che avvolge i nostri corpi e li sospinge a sbocciare di colori, profumi e intelletto. E’ una chiamata, la primavera. Dopo un inverno rigido ma soprattutto piovoso e scuro, la luce chiede a gran voce di essere accolta, di poter far vibrare il fogliame di nuova fotosintesi cospargendo nei nostri polmoni dolci sensazioni di clorofilla. I Casino Royale cantavano anni fa “[…] riempi i tuoi polmoni di pensieri buoni, comincia da te stesso e poi rivoluzioni”, difatti la primavera è rivoluzione: è il prendere ciò che ci tiene schiacciati in una morsa di freddo e liberarlo, e poi che siano mille aquiloni a rincorrere nuvole e mille pistilli di dente di leone a nevicare sull’erba. La primavera è una chiamata. È il suono da sirena che il bello fa nelle nostre orecchie, ci spinge a cercare l’alto in mezzo alla fanghiglia della mediocrità, è la curiosità, è il passo in direzione ostinata e contraria, è la resistenza - certo - faticosa per sfuggire alle grinfie dell’appassimento. Il librarsi di profumi è cornice in questo quadro di slancio alla rinascita, e a noi tocca accordarci sulle note della natura e fare il nostro sforzo per non rendere vano questo movimento e farci trovare pronti. La primavera, dopotutto, è una chiamata. Così, mentre tutto questo si srotola davanti ai nostri sensi e ai nostri p