Descrizione dell’episodio
Ciao a tutte e a tutti!Giugno ha schiacciato l’interruttore, ha strappato e squarciato il cielo, ha placcato alle caviglie Maggio uscente arrivando con troppa furia afosa e cosi facendo il torrido caldo è sopraggiunto su ali troppo brevi. Precoce con tanta voglia di fare, giugno ha l’impeto della gioventù e si muove di fretta, tra caldo e bevande ghiacciate e se da una parte la frenesia ci fa rimpiangere momenti più freschi, dall’altra ci regala tramonti vermigli lunghi sulla fuga in dissolvenza, la luce resta ad illuminare i contorni per molte ore e le ombre trovano vita infinita. Noi umani in questo volteggiare di venti che portano nella loro trama racconti del deserto e delle loro notti infinite, ci rifugiamo miti alla ricerca del luogo mite, dove poter rinfrescare l’animo donandogli un rifugio. L’ondata fresca di questa nuova Onda farà, credetemi al caso nostro perché giunge taumaturgica al fine di regalare sollievo, anche se per non molto, alle pareti interne della vostra testa e da li a raggiera verso i confini del corpo. La musica in questo podcast come ormai anche i più disattenti avranno assorbito è il perno su cui ruota tutto, è regina incontrastata e celebrata fino allo stremo delle forze e grazie a lei, tutte le persone che passano di qui ci lasciano vedere una piccola porzione del loro mondo musicale: prezioso ed irripetibile, per bellezza e unicità. C’è chi lo immagina come una finestra su un paesaggio, c’è chi ne immagina i colori, chi le storie, chi le emozioni, chi lo lega agli elementi della natura, altri ancora come delle roccaforti, altri ancora come pezzi un puzzle, mattoni di una casa, e cosi via. Ognuno di noi ha il proprio meraviglioso modo di guardare la musica che si porta dentro dandole la forma più consona e adatta alla sua trasfigurazione metafisica e visiva. Io devo ammettere che l’ho vista e la vedo in mille modi diversi, cambia pelle e forma, ma ciò che ci lega tutti, è la quantità assurda di musica che abbiamo assorbito i