Descrizione dell’episodio
Ciao a tutte e a tutti!Le delizie di ottobre. Mentre il mondo la fuori vive una sua realtà dai confini tesi e spaventosi, neanche fosse un pessimo film di serie C, scritto male e interpretato peggio, a sorreggere le tensioni geopolitiche, come sempre la natura e l’arte, il bello insomma, funge da riparo sicuro dove poter ritrovare il sorriso. Le albe si fanno sfuggenti e terse nella cornice nebbiosa del mattino, gli animali cominciano a infoltire il pelo e le tane si riempiono di ogni bene per poter superare il lungo inverno, i colori si fanno più tenui con le tonalità delle ere del mondo e le mani sostano sempre di più nelle tasche. Le sciarpe, dapprima timide, ora più coraggiose sbocciano pian piano sui colli e cingono nella loro trama parole e pensieri, le giacche ritrovano vecchie amicizie al di la della zip riunendosi alla fine in un tiepido abbraccio finalmente chiudendosi. I passi autunnali si fanno più lenti, le ore si stiracchiano intorpidite dall’arrivo acerbo della notte e le ultime foglie, come le sorelle di Bandiera, si preparano a loro lungo lento salto nel vuoto dal ramo per tornare alla terra, alle origini. Alcune di loro temerarie vanno avanti a vedere com’è il mondo con la prospettiva capovolta e formano fiumi gialli e arancioni, che scrocchiano al passaggio e incorniciano i piedi di chi decide di scivolarci in mezzo e immerso.Sempre più spesso mi accorgo di soffermarmi davanti a tutto questo, il piede all’acceleratore si alza come muta metafora che mi ricorda che è sempre meglio rallentare un po’ per non far si che tutto ciò che raccoglie in se l’autunno non sfugga via troppo velocemente e troppo impercettibilmente, e che non diventi una semplice macchia di colore, ma invece di cercare di trattenere questa bellezza il più possibile. Le nostre Onde, anche se non conoscono il passare delle stagioni, sono monito alla lentezza e al godersi il più possibile le cose con calma. Allora sospinte e sospinti da venti di lentezza e quiete ci