Descrizione dell’episodio
La recente morte di Paola Clemente, vittima della schiavitù nei vigneti pugliesi, dove guadagnava due euro all'ora lavorando ogni giorno a trecento chilometri da casa, ripropone con forza il tema della lotta al caporalato, ovvero lo sfruttamento illegale ed abusivo della manodopera, specialmente in campo agricolo. Una schiavitù più attuale che mai, e presente in tutto il Paese. Nel secondo rapporto agromafie e caporalato a cura dell'Osservatorio Placido Rizzotto di Flai CGIL (2014) si leggono infatti dati agghiaccianti: sarebbero almeno 80 i distretti agricoli italiani in cui si pratica il caporalato, tra paghe bassissime e condizioni di lavoro disumane. Ma come possiamo sradicare questa forma di sfruttamento dalle campagne del nostro Paese e prevenire morti così assurde? Ne parliamo con Giuseppe Deleonardis, Segretario Generale di FLAI CGIL Puglia, con il Sen. Dario Stefano, del Gruppo misto – Sel al Senato, e con Vito Miccolis e Pasquale Chieco, avvocati del marito della vittima Paola Clemente. In apertura, invece, il tema dei libri di testo. Ogni anno, a fine estate, infatti, le famiglie italiane sono costrette a confrontarsi con l'affanno causato dalla spesa per i libri scolastici dei figli. Secondo le ultime stime del Codacons la spesa per comprare libri, zaini, quaderni e astucci per gli studenti può arrivare quest'anno fino a 1.100 euro a nucleo. Una proposta interessante è arrivata questa settimana da Piero Yates Moretti, vicepresidente dell'Aduc (Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori): far acquistare i libri di testo dagli istituti scolastici, saranno poi gli studenti a restituirli a fine anno. In questo modo non sarebbero solo gli editori a stabilire i prezzi, ma anche gli istituti scolastici, che avrebbero maggior peso contrattuale. Ma non mancano le iniziative dei singoli cittadini contro l'arduo problema del prezzo dei libri scolastici, come ad esempio quella di Salvatore Giuliano, preside dell'Istituto Tecnico "Ettore Majo