Descrizione dell’episodio
Moda e sostenibilità: quali possibilità? È questa la domanda cardine del 17° episodio dei SustainabiliTALKS©.Il settore della moda è intrinsecamente non sostenibile in quanto fondato sul creare e rispondere a quelle che sono tendenze del momento, sviluppando un consumo crescente all’accelerarsi del cambio del gusto indotto dai produttori.La moda “tradizionale” è organizzata in 4 collezioni all’anno. Nel Fast Fashion invece sono state contate circo 52 micro-collezioni annue. Va da sé che questo settore si faccia protagonista di un ingente accumulo di rifiuti e spreco di materiali.Gli impatti ambientaliA partire dalla produzione delle materie, passando per processi produttivi e fase d’uso e arrivando al fine vita, la moda è responsabile di molti impatti ambientali negativi.Per coltivare 1 kg di cotone occorrono circa 11.000 litri d’acqua. Le fibre sintetiche sono costituite di prodotti derivati da petrolio o minerali. Le tinture utilizzate per i capi possono essere tossiche per l’ambiente, per chi li indossa e per i lavoratori. Ma non solo, i lavaggi dei nostri capi possono portare alla dispersione in mare di microplastiche impercettibili a occhio nudo, ma comunque in grado di entrare nella catena alimentare attraverso la fauna marina.Il fine vita dei prodotti tessili spesso si traduce in conferimento in discarica o abbandono.A onor del vero, negli ultimi anni si sta diffondendo ampiamente il mercato dell’usato, ma che valore può avere un capo progettato per durare pochi mesi?Gli impatti socialiNon è solo la componente ambientale della sostenibilità a essere interessata dagli impatti della moda. Anche il sociale è fortemente vittima del consumismo che caratterizza i nostri giorni. Il consumatore vuole comprare tanto e spesso spendendo il meno possibile. A rimetterci è la catena di fornitura, a partire dai lavoratori che spesso abitano l’altra parte del mondo.Salari minimi inadeguati, scarsa sicurezza sui lu