Descrizione dell’episodio
''Mia Moglie'', il gruppo dell'orrore su Facebook, dove la violenza privata diventa spettacolo pubblico. Ma il discorso non è così semplice.Perché dentro al gruppo ''Mia Moglie'' non c'erano ''32.000 maniaci'', ma un fenomeno più complesso, fatto probabilmente principalmente da semplici voyeur (''che male c'è, sono un guardone''). Ma questo NON li esonera dalla responsabilità: la presenza (acclarata e incontestabile) di decine di vittime era una palese complicità in una violenza che trasformava l'intimità in uno spettacolo pubblico.E al contrario dei ''proclami'', la chiusura del gruppo non è ''la vittoria'': l'obiettivo reale non è cancellare il problema, cosa impossibile, ma mitigare il danno, ridurre l'esposizione e la portata del fenomeno, sapendo che, come un'idra, rinascerà altrove, ma forse più piccolo.Uno scenario alimentato da due dinamiche potenti: da un lato, la de-responsabilizzazione dove il singolo, protetto dalla folla, perde le inibizioni e nessuno si sente pienamente responsabile.Dall'altro, il paradosso della denuncia: l'ondata di sdegno, condividendo il nome del gruppo, ha finito per ri-vittimizzare le persone esposte, alimentando la curiosità morbosa e ampliando a dismisura la platea della loro umiliazione.La vera sfida non è ''solo'' chiudere i gruppi, ma tutelare le vittime senza che la nostra stessa attenzione diventi un'arma contro di loro. E lavorare sul piano sociale, invece che chiedere un soluzionismo tecnologico che, come sappiamo, fa più male che bene...~~~~~ INGAGGI E SPONSORSHIP ~~~~~ Per contatti commerciali: [email protected] consulenze legali: [email protected]~~~~~ SOSTIENI IL CANALE! ~~~~~Con la Membership PRO puoi supportare il Canale » https://link.mgpf.it/proSe vuoi qui la mia att