Descrizione dell’episodio
Per primi cominciarono a mancare i wafer di silicio. I semiconduttori furono, nella scorsa primavera, una sorta di paziente zero del " delle cose": l’epidemia di scarsità che ben presto si è propagata alle merci più svariate, cosicché oggi sembra mancare tutto: dalle auto, le cui consegne registrano tempi biblici, alla carta su cui stampare i libri, fino persino ai tacchini del giorno del Ringraziamento. #mancalaroba, insomma, e potremmo avere la tentazione di cavarcela con la soddisfazione di aver creato noi questo hashtag, che oggi dilaga su Twitter per sintetizzare nella maniera più asciutta e realistica un’intera fase economica, e di avervi avvisati, già in una “conversazione inclinata” dei primi di aprile, che i wafer erano finiti e ciò era solo un’avvisaglia di quel che si preparava. Ma qui ad “Economia per “tutti” sappiamo, con Popper, che “all’uomo irrazionale interessa solamente avere ragione. All’uomo razionale interessa imparare”. Ora quindi che il #mancalaroba è deflagrato, è ormai un vissuto comune a tutti e sembra allungare un’ombra sinistra anche sul nostro Natale, quasi non bastasse un virus ancora non del tutto domato, abbiamo ancora più voglia di esplorare insieme le cause, ma ancor più la rete di nessi, di implicazioni economico-finanziarie di questa situazione. Tra Milano e Manchester, dunque, questa settimana siamo andati dentro e oltre il #mancalaroba. Da dove questo scaturisce questo vero e proprio infarto, cui stiamo assistendo, della supply chain, ossia di quella delicatissima e complessa catena di approvvigionamento su scala planetaria che di fatto, in tempi normali, serve a farci arrivare la roba che oggi latita? Ha davvero senso l’ostinata narrazione di un’inflazione temporanea in una simile situazione di totale squilibrio tra domanda ed offerta con consumatori che ricercano beni e prodotti che non vengono forniti