Descrizione dell’episodio
Ogni promessa è debito. Come era implicito nel titolo della puntata di un paio di settimane orsono, rieccoci a parlare della “roba che manca”. Ci torniamo sopra nella “conversazione inclinata” tra Milano e Manchester di questa settimana per diversi motivi: perché la roba continua a mancare, perché talora manca sì ma in modo peculiare (magari è stipata in magazzini), perché infine, ora che tutti hanno scoperto il #mancalaroba, ci sono alcuni effetti non scontati del fenomeno che meritano di essere capiti. Per farci largo nel grande ingorgo planetario di container, tir, navi e auto che non vengono consegnate - ingorgo conseguente a quello che definimmo due settimane fa “l’infarto della supply chain” - ci siamo aiutati questa settimana con un oggetto apparentemente eccentrico: una frusta. Tranquilli: la agiteremo solo nella direzione di quel colossale ingorgo logistico e, se avrete la pazienza di seguire questa volta anche i nostri movimenti oltre che il filo del ragionamento, cercheremo di capire insieme quale mondo ci aspetta una volta che l’ingorgo stesso, come è giocoforza che avvenga, si sarà sciolto. Le domande, infatti, a differenza della roba, non mancano affatto. E’corretto, innanzitutto, e banalmente lineare il link che tanti instaurano tra #mancalaroba e ripresa inflazionistica? Carenza di beni uguale innalzamento dei prezzi, cosicché persino chi, come noi, da mesi mette in guardia sullo shortage globale potrebbe essere tacciato di contribuire all’inflazione come “profezia che si autoavvera”? Oppure il nesso è meno scontato e la carenza di beni, lungi dal produrre prezzi necessariamente e solo in incremento, produce prezzi, per così dire, “strani”? Che cos’è, appunto, l’”effetto frusta” in cui risiede l’origine di questa stranezza? Perché immaginare il movimento oscillatorio di una frusta, quanto più si allontana dalla mano che la impugna, ci