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LUCCELLO CHE NON ESISTE: foto AI perfette e la scienza che ci casca... #1574

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Descrizione dell’episodio

Una foto perfetta di un uccello “rarissimo” finisce in un gruppo di birdwatching, prende stelline, e poi scivola dentro i database usati dai ricercatori per capire dove vivono davvero le specie. Peccato che quell’uccello non esista: è generato con IA. Il risultato non è solo una figuraccia online, ma un dato sporco che può spostare mappe di distribuzione, alterare serie storiche e confondere chi studia migrazioni, presenze e scomparse.Il problema è doppio: da un lato ci sono immagini interamente sintetiche (il “tucano in Siberia”), dall’altro ritocchi più subdoli su foto reali fatti con strumenti generativi (rimuovere rami, ricostruire parti, cambiare cielo). In un contesto di ricerca, anche una piccola modifica può cambiare dettagli diagnostici: piumaggi, penne, colori, differenze tra specie o tra maschio e femmina.Qui la tech policy incontra un paradosso economico e filosofico: la verifica costa molto più della falsificazione (e spesso la fanno volontari) e l’inquinamento dei dati può far collassare la fiducia, come nel “mercato dei bidoni” di George Akerlof. E c’è un rischio ulteriore: non è (solo) menzogna, è indifferenza verso il vero—la distinzione di Harry Frankfurt tra mentire e produrre “stronzate”. Quando la verità smette di essere un obiettivo, un archivio scientifico non dice “cose sbagliate”: smette proprio di dire cose.00:00 L’uccello che non esiste00:00:47 Database e scienza dal basso00:02:35 Foto IA e casi assurdi00:03:35 Ritocchi generativi subdoli00:05:49 Perché quei dati servono00:06:45 Moderazione e costi di verifica00:07:36 Akerlof e collasso fiducia00:10:20 Frankfurt: vero vs plausibile#iNaturalist #eBird #citizenscience NOTA: Quello che stai per vedere è un ''video delle ferie'', registrato in anticipo nell'ultima settimana di Luglio. Se qualcosa nel frattempo si è evoluto... non lo vedrai qui, temo!~~~Ciao Internet! -