Descrizione dell’episodio
Art. 33: “…la Repubblica riconosce il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell’attività sportiva in tutte le sue forme”Lo sport entra in Costituzione. Una riflessione del giudice della Corte costituzionale Luca Antonini"Già Platone nella Repubblica diceva: «Dopo la musica i giovani vanno formati con la ginnastica».È vero! Lo sport, infatti, genera attitudini, forma il carattere, contribuisce all’integrazione tra individui e al superamento delle discriminazioni”.Con queste parole, il giudice della Corte costituzionale Luca Antonini dà il via alla registrazione di un nuovo contributo audio, da inserire nella “Biblioteca dei Podcast”, che prende spunto dalla recente legge costituzionale n. 1 del 2023, approvata all’unanimità, grazie alla quale lo sport è entrato nella Costituzione italiana in modo condiviso da tutte le parti politiche.Ma la legge costituzionale che ha modificato e arricchito l’articolo 33 della Carta non è l’unica ad avere raccolto, in tempi recenti, consensi più o meno unanimi in Parlamento: “Con una fortissima maggioranza - ricorda il giudice Antonini - l’anno scorso è stata approvata la riforma dell’articolo 9 che ha aggiunto in Costituzione il riconoscimento del valore dell’ambiente e degli ecosistemi anche nell’interesse delle future generazioni”.“Due riforme costituzionali, quindi, sono state approvate a breve distanza di tempo: sport e ambiente, entrambe con una fortissima maggioranza, al punto che non è stato necessario il referendum costituzionale previsto dall’articolo 138 della Costituzione”.“Queste due riforme - argomenta dunque il professor Antonini, ordinario di Diritto costituzionale all’Università di Padova, eletto dal Parlamento il 19 luglio del 2018 - hanno fatto eccezione al ben diverso destino delle riforme costituzionali degli ultimi anni: tutte approvate con maggioranza molto basse; e poi confermate (quella del 2001 sul regionalismo) o cadute nei referendum costituzionali (la