Descrizione dell’episodio
Venere ha bisogno di Marte e viceversa. Non prendiamoci in giro con l’autarchia. La Russia senza l’artigianato italiano, senza il cibo italiano, è forte e grezza. L’Italia senza la dignità e l’intensità russa è bella e frivola, insostenibilmente leggera. Entrambe, da sole, hanno poco senso o poca gioia. Soffocano per troppa distanza. Il sentimento italiano, lo spirito italiano senza lo spirito russo è vuoto. Lo spirito russo senza la Bellezza italiana è confusione, farneticazione o superstizione. La cultura italiana è sempre stata la migliore amica e alleata della cultura russa e viceversa. Diversi geni artistici italiani sono stati scoperti e valorizzati in Russia. Diversi geni russi sono immortali grazie al fiuto e al coraggio di editori e mecenati italiani. Questo non avere bisogno di niente educa alla ristrettezza, all’orgoglio e alla povertà interiore ed esteriore. E alla menzogna. Non è vero. Abbiamo tutti bisogno di qualcosa. Abbiamo tutti bisogno uno dell’altro. Si può, si deve resistere. Si può, si deve crescere da soli, espandere le proprie risorse materiali spirituali e creative. Si sa che sia lo spirito italiano sia lo spirito russo sono caratterizzati da innato genio. Ma l’isolamento, oltre un certo punto, è inaridimento e impoverimento, per chiunque individuo e popolo. I Russi adorano l’Italia, la sua capacità di godere delle piccole cose, tutte genuine ed eccellenti, la sua insuperabile accoglienza, la morbidezza e dolcezza del suo clima, dei suoi ritmi, del suo paesaggio, del suo cibo, la suprema inimitabile ebbrezza del suo vino, la socievolezza delle persone e la loro travolgente allegria, imprevedibilità ed esuberanza. Per noi sono cose scontate per loro no. Per non parlare dell’insuperabile patrimonio artistico. Che l’Italia si mantenga chiusa e votata all’autodistruzione è qualcosa di inconcepibile e di tragico per tutto il mondo. Gogol, uno dei padri della letteratura russa, nato fuori equilibrio in Ucraina e cons