Descrizione dell’episodio
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6695LA RESISTENZA AI DIKTAT LGBT VIENE DA EST di Giuliano GuzzoA leggere i giornaloni e ad ascoltare intellò ed influencer pare proprio che il futuro sia necessariamente arcobaleno, e che ormai nulla possa arrestare, per riprendere un'espressione del politico Achille Occhetto, la «gioiosa macchina da guerra Lgbt». In realtà, dal diktat dei "nuovi diritti" c'è pure chi osa smarcarsi e, a ben vedere, non sono neppure né così pochi né così ininfluenti, quanti lo fanno. In effetti, gli esempi al riguardo sono molteplici e meritano - proprio per sfatare l'idea dell'arcobaleno come approdo obbligato della Storia - di essere ricordati.Una notizia molto recente, al riguardo, concerne la fermezza della Russia, che in buona sostanza ha rifiutato di regolarizzare le unioni di persone dello stesso sesso nel Paese, dopo la sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo (Cedu) con chi le si era esplicitamente «chiesto» di procedere in tal senso. «Non c'è bisogno di cercare alcuna forma alternativa di registrazione», ha fatto presente il portavoce del Cremlino, spiegando che il matrimonio «appare definito in modo totalmente unico nella Costituzione». La Russia di Putin resta insomma ancorata al suo dettato costituzionale, secondo cui il Paese non è obbligato a rispettare le sentenze dei tribunali internazionali in conflitto con norme nazionali.L'UNGHERIA PROTEGGE I BAMBINIAttenzione, perché Mosca non è la sola su tali posizioni. C'è infatti che Budapest, con Viktor Orbán il quale, come noto, è in questo periodo al centro di fortissime pressioni internazionali per quella che è stata definita una «legge anti Lgbt». In realtà, quella norma - che non è una sorta di suo personale e crudele editto, essendo stata approvata dal Parlamento magiaro con 157 voti a favore e solo uno contrario - ben lungi d