Descrizione dell’episodio
La manovra contiene un azzardo, sostiene il vicedirettore del Sole 24 Ore Alberto Orioli nel suo punto di ieri, scommette su una crescita del Pil nel 2024 dell'1,2% e dell'1,4% nel 2025. La politica del denominatore per un paese ad altissimo debito pubblico come il nostro è la sola via per ridurre i nodi strutturali dei conti pubblici. Ma è un azzardo perché i principali centri di previsione vedono altri numeri: la Banca d'Italia ha corretto le sue stime e prevede uno 0,8% l'anno prossimo e un 1% nel 2025, il Fondo monetario è più severo e ha fissato la crescita allo 0,7% sia nel 2024 sia nel 2025. Del resto la stessa Bce prevede per l'euroarea un aumento dell'1% per il prossimo anno e dell'1,5% per quello successivo. Chiaro che per il Governo la partita è tutta qui: e si fonda ancora una volta sullo stellone italiano. Ci ha sorpreso varie volte e dobbiamo sperare che lo faccia anche stavolta. Tra chi fa previsioni più fosche c'è anche la quarta edizione dell'Italian Macroeconomic Bulletin di EY (pronuncia IUAI), che sostiene che il Pil italiano "crescerà dello 0,7% nel 2023, con il terzo e il quarto trimestre caratterizzati da un crescita sostanzialmente piatta, e dello 0,8% nel 2024, leggermente più dinamico e con un'economia in accelerazione nella seconda parte dell'anno". Ad incidere però sarà anche la capacità di attuazione del Pnrr: EY ha effettuato due simulazioni su possibili scenari di un impiego parziale dei fondi: il primo scenario in cui le risorse nel PNRR vengano spese per il 90% di quanto previsto rispettivamente nel 2023 e 2024, e il secondo in cui in entrambi gli anni si spenda circa il 70% del previsto. Nel primo caso, il PIL registrerebbe una crescita dello 0,6% nel 2023 ed una crescita dello 0,8% nel 2024. Nel secondo caso l'economia italiana sperimenterebbe una crescita