Descrizione dell’episodio
George Best, detto Georgie, nato a Belfast il 22 maggio 1946, scomparve a Londra il 25 novembre 2005. Di ruolo attaccante, è ritenuto uno dei migliori calciatori di tutti i tempi. In questo podcast, lo scrittore Duncan Hamilton, racconta per Storiainpodcast la leggenda di George Best.“Se fossi nato brutto, non avreste mai sentito parlare di Pelé”. Molte parole vere sono dette per scherzo, e pochi potrebbero sostenere che George Best sia stato il calciatore più naturalmente dotato che la Gran Bretagna abbia prodotto. La velocità, l’equilibrio, la visione di gioco, il superbo controllo ravvicinato, la capacità di creare occasioni e di segnare da situazioni apparentemente impossibili raccontano metà della storia. L’altra metà era un’incontenibile passione per il gioco come dovrebbe essere giocato, una gioia e un’astuzia incessanti. Pelé, da parte sua, ha definito il numero 7 dello United “il più grande giocatore del mondo”. Un adolescente dal fisico magro del quartiere Cregagh di Belfast, fu notato dal talent scout dello United Bob Bishop, che disse a Matt Busby: “Capo, credo di averti trovato un genio”. Dopo aver combattuto l’iniziale nostalgia di casa, Best diventa professionista il giorno del suo 17° compleanno, nel maggio 1963, e debutta a settembre, segnando alla sua seconda apparizione. Nel 1964/65, insieme a Denis Law, Bobby Charlton e David Herd, Best è una figura chiave per il primo titolo dei Reds dall’era pre-Monaco. La stagione successiva distrugge quasi da solo il Benfica nei quarti di finale della Coppa Europa. Dopo aver segnato due volte nel 5-1 che inflisse ai giganti di Lisbona la prima sconfitta casalinga in Europa, fu soprannominato “El Beatle”. Un secondo titolo seguì nel 1967, e Best si dimostrò il flagello del Benfica anche l’anno dopo, nella finale della Coppa Europa del 1968, portando i Reds in vantaggio per 2-1 ai tempi supplementari e vincendo per 4-1. I 28 gol di Best in quella stagione lo resero il capocannoniere dello United, posizione che