Descrizione dell’episodio
La Bce continua la lotta all'inflazione dell'Eurozona alzando di nuovo il costo del denaro. La decisione presa nella riunione di giovedì 27 luglio ha portato il tasso di riferimento al 4,25%, dal 4%, con un aumento di 25 punti base. Il tasso sui depositi è salito al 3,75%, quello sulla marginal lending facility al 4,50%. Per il futuro, il comunicato pubblicato dopo la decisione lascia aperte le porte a eventuali nuovi rialzi, ma è importante il nuovo linguaggio adottato dalla Banca centrale: i tassi di interesse non «saranno portati a livelli sufficientemente restrittivi per ottenere un rapido ritorno all'obiettivo», come recitava il comunicato di giugno, ma «saranno fissati a livelli sufficientemente restrittivi per il tempo necessario». È una formulazione che toglie l'idea del movimento, senza però prendere - come ormai di consueto - impegni per il futuro. Nello specifico, in conferenza stampa, la Lagarde ha dichiarato: "ora ci muoviamo in un territorio dove dipendiamo dai dati, e sulla base di quello determiniamo se rialziamo o se ci fermiamo. Ma certamente non tagliamo". A settembre "può esserci un rialzo o una pausa, ma una pausa potrebbe non essere per un periodo esteso, perché dipende dai dati", ha detto Lagarde, sottolineando di avere "l'assoluto sostegno del Consiglio direttivo". Rispondendo alle domande dei giornalisti al termine della riunione del Consiglio direttivo la Lagarde ha sintetizzato il suo pensiero dichiarando che tra rialzo dei tassi o pausa a settembre la posizione della Bce è "un forte forse". Questa parziale apertura a una sospensione dei tassi a settembre fa accelerare le borse europee. Ne parliamo con Donato Masciandaro, docente politiche monetarie università Bocconi, editorialista So