Descrizione dell’episodio
VIDEO: L'inzione di Carlo III ➜ https://www.youtube.com/watch?v=-fDpf16SgjsTESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7405L'INZIONE DI CARLO III RICORDA LA TRADIZIONE di Stefano ChiappaloneNell'inzione di re Carlo III, che ha avuto luogo sabato scorso a Westminster, pur caratterizzata da abbondanti dosi di "inclusività" e parole d'ordine mainstream (in parte per le idee del sovrano e in parte per le tendenze più generali dell'anglicanesimo), già illustrati qui su La Bussola, qualcosa va invece decisamente controcorrente, ed è un aspetto non secondario.Non ci riferiamo alla "storica prima volta" dei due cardinali cattolici presenti, Nichols e Parolin: fatto comunque non trascurabile in un regno che fino all'altro ieri bollava spregiativamente i cosiddetti "papisti" e che nei primi due secoli della Riforma li spediva direttamente al patibolo. Nel pot-pourri multireligioso la presenza di due esponenti della Chiesa di Roma era praticamente scontata e forse anche meno ingombrante di quella del "principe ribelle" Harry (relegato in terza fila insieme ai parenti privi di titolo reale o declassati come il principe Andrea).Piuttosto, a innalzarci dalle contingenze e dalle divergenze è qualcosa che ricollega l'evento di sabato scorso a un passato remoto, così remoto da rasentare l'eterno: sono i gesti dell'inzione in senso stretto, quel "rito nel rito" denso di richiami simbolici, la cui sostanza risale a ben prima della Riforma protestante e di cui in casa cattolica si trovava ancora traccia nel Pontificale romano. Né più né meno che l'abbazia di Westminster sorta come ex voto a metà dell'XI secolo, in sostituzione di un pellegrinaggio a Roma, alle tombe degli apostoli, che il re sant'Edoardo il Confessore era impossibilitato a compiere. Ricostruito in stile gotico nel Duecento, qua