Descrizione dell’episodio
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6582L'EPIDEMIA RACCONTATA NEI PROMESSI SPOSI di Domenico LalliNegli anni in cui furono ambientati I Promessi Sposi, il capolavoro di Alessandro Manzoni, l'Europa e l'Italia furono flagellate da un'epidemia inarrestabile, nota come peste bubbonica, un triste e tragico tributo pagato alla Guerra dei Trent'anni. Il protofisico (una sorta di ministro della Sanità) Lodovico Settala, che ne sapeva qualcosa per aver curato gli appestati nella precedente epidemia del 1576, fu il primo a dare l'allarme.Nel 1630 sembra sia stata portata a Milano da un soldato italiano al servizio della Spagna. Colpì varie zone del Settentrione, il Granducato di Toscana, la Repubblica di Lucca e la Svizzera, con oltre un milione di morti. Si propagò e flagellò la popolazione in maniera virulenta e spietata, forse anche perché vi furono inizialmente errori e negligenze, a partire dal governatore Ambrogio Spinola - che non se ne preoccupò affatto, preso in faccende di guerra -, da molti medici, così come dalle varie classi sociali quali nobili, mercanti e plebei, che, con toni beffardi, increduli e, a volta violenti, si scagliarono contro i provvedimenti presi dal tribunale della Sanità (bruciar robe, mandar famiglie al lazzeretto, ecc.), considerando i due medici, che ne facevano parte, impostori e nemici della patria.Ma quando il male cominciò a propagarsi senza pietà, mietendo migliaia di morti, non si negò più il contagio, ma lo si attribuì ad arti venefiche e ad operazioni diaboliche, come fosse opera di una congiura: «Cominciarono a farsi frequenti le malattie, le morti con accedenti strani, di spasimi, di palpitazioni, di letargo, di delirio, con quelle insegne funeste di lividi e di bubboni, morti per lo più celeri, violente, repentine, senza alcun indizio antecedente di malattia», come si legge nel cap. XXXI de I pr