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INSTAGRAM DÀ DIPENDENZA? LEuropa dice di sì e cambia un po tutto... #1569

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Descrizione dell’episodio

Bruxelles mette nero su bianco un’accusa che cambia il lessico e, quindi, il campo di gioco: Facebook e Instagram sarebbero progettati per creare dipendenza. Non è una polemica mediatica, ma una contestazione formale nell’ambito del Digital Services Act (DSA): al centro finiscono infinite scroll, autoplay di Reels/Stories, notifiche e sistemi di raccomandazione personalizzati che portano l’utente in “pilota automatico”, con impatti più forti su minori e persone vulnerabili.La parte interessante non è solo l’eventuale sanzione (fino al 6% del fatturato globale annuo), ma l’idea che il problema non sia il singolo contenuto: è l’architettura del prodotto. In altre parole, non si processa “cosa vedi”, ma “come ti viene servito” per trattenerti. Questo spostamento da engagement a dipendenza richiama dinamiche già viste con tabacco e gioco d’azzardo: quando il danno diventa costo, l’industria tratta.Dentro la macchina ci sono meccanismi noti alla psicologia comportamentale: ricompense variabili in stile slot machine (Skinner) e pattern di prodotto popularizzati nella Silicon Valley (Hooked di Nir Eyal). E non riguarda solo gli adolescenti: l’uso problematico colpisce anche gli adulti, inclusi gli anziani, spesso con meno difese cognitive e mediatiche. La domanda finale è pratica: riconoscere quel mezzo secondo di scroll non scelto, e riprendersi la decisione.00:00 Bruxelles accusa Meta01:13 DSA: cosa contesta la UE01:42 Le feature sotto accusa03:35 Il precedente: TikTok04:45 Verso il Digital Fairness Act06:25 Skinner e la slot machine08:40 Hooked e i pattern d’abitudine14:16 Da engagement a salute pubblica#DigitalServicesAct #Meta #Instagram