Descrizione dell’episodio
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5597IL ROMANZO DI GIULIO VERNE SULLA VANDEA CHE L'EDITORE RIFIUTO' di Rino CammilleriDire Giulio Verne è dire uno dei romanzieri "classici" più saccheggiato dal cinema. Sono poche, infatti, le sue opere che non hanno avuto un adattamento cinematografico. Alcuni film tratti da suoi libri, anzi, sono stati pure premiati con l'Oscar. Si pensi a Il giro del mondo in 80 giorni del 1956 con David Niven e Shirley MacLaine o a Ventimila leghe sotto i mari del 1954 con Kirk Douglas e James Mason.Il francese Jules Verne è stato, con l'italiano Emilio Salgari, l'autore di avventure più letto dai ragazzi fino, almeno, alla mia generazione. Alcuni lo considerano, non a torto, l'inventore della fantascienza. Desta perciò qualche meraviglia apprendere che, nel 1863, Verne pubblicò a puntate su una rivista parigina un romanzo di guerra. Quando, da lì a poco, divenne celebre, volle raccogliere quelle puntate in volume. Ma l'editore rifiutò. Perché? Perché Verne aveva ambientato quel suo lavoro nella guerra di Vandea e, per giunta, aveva tifato apertamente per i vandeani. Verne era bretone e la «Vandea militare» aveva avuto in Bretagna uno dei suoi epicentri. Dunque, era cresciuto con nelle orecchie i racconti degli anziani, i cui padri avevano versato il sangue per Dio e per il Re nell'Armée Catholique.Ma la Francia in cui viveva era figlia della Rivoluzione, dei giacobini e della ghigliottina. Perciò, non si poteva parlar bene degli insorgenti vandeani. Il romanzo di Verne fu pubblicato in Italia dopo molti anni; in Francia vide la luce solo alla fine del XX secolo. Ora lo ripubblica Solfanelli, con una prefazione di Gianandrea de Antonellis: Il conte di Chanteleine (pp. 128, € 12). «Un tempo, prima della Rivoluzione, i preti erano in grande venerazione in tutta la Bretagna; essi non erano incorsi negli eccessi