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Il MALEDETTO EUROPEO 2000 ||| La beffa FINALE

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Descrizione dell’episodio

❌ Il MALEDETTO EUROPEO 2000 ||| La beffa FINALE ❌ Rotterdam, stadio De Kuip. Domenica 2 luglio 2000. Siamo al 93esimo minuto della finale dell’undicesima edizione dei Campionati Europei. La Nazionale Italiana contro ogni pronostico sta vincendo 1 a 0 contro la Francia, contro i rivali di sempre. Mancano poche manciate di secondi al fischio finale. Fabien Barthez sta per provare l’ultimo disperato rinvio. L’arbitro, lo svedese Frisk, ha assegnato quattro minuti di recupero. In panchina, tutti i giocatori si stringono in un abbraccio, mentre il ct cammina nervoso davanti a loro. Hanno resistito, difeso e fallito due clamorose occasioni in contropiede. Ma adesso sono lí, a un niente dall’alzare in faccia ai francesi la seconda Coppa Henri Delanuay della loro storia. Tutti pensano che sia fatta, ma si sbagliano. Prima di raccontarvi quello che sta per accadere però bisogna fare un passo indietro. L’Italia che riparte dopo Francia ’98 è un’incognita. La maledizione dei rigori sembra non avere mai fine. Le polemiche sulla staffetta Baggio - Del Piero hanno logorato Cesare Maldini. Sulla traversa di Di Biagio è calata l’era dell’ex capitano del Milan sulla panchina della Nazionale. La Federcalcio decide, quindi, di chiamare come ct non un mito, ma Il Mito. Dino Zoff. Un fenomeno come calciatore. Una buona esperienza come allenatore. Il mister friulano lascia la Lazio, di cui era presidente, e torna a Coverciano. Obiettivo: qualificazione a Euro 2000. La prima edizione “condivisa” di una manifestazione calcistica, che si svolgerà tra il Belgio e l’Olanda. Gli azzurri sono inseriti in un girone di qualificazione abbordabile. Unica avversaria: la Danimarca. Per il resto, ci sono Svizzera, Galles e Bielorussia. I nostri iniziano bene, con due vittorie tra settembre e ottobre, ma presto vengono a galla tutti i loro problemi. Con il Divin Codino e Pinturicchio infortunati, la qualità e il gioco latitano. Davanti ad un’ottima difesa, con i giovani “senatori” Nesta