Descrizione dell’episodio
L'escalation in Medio Oriente sta colpendo duramente il trasporto aereo: tra fine febbraio e inizio marzo sono stati cancellati oltre 43 mila voli nell'area, con forti ripercussioni sulle rotte tra Europa, Asia e Oceania. Le compagnie sono costrette a deviare i percorsi evitando le aree di conflitto, aumentando tempi di volo e costi operativi. Parallelamente pesa il rincaro del jet fuel: il prezzo del carburante per aerei, spinto dalla tensione energetica, potrebbe salire fino a 150-200 dollari al barile. Il risultato è un aumento generalizzato delle tariffe: alcune tratte business raggiungono prezzi eccezionali, fino a oltre 17 mila euro, mentre diverse compagnie - da Air France-KLM a Air India - annunciano supplementi e revisioni dei listini. Interviene Andrea Giuricin, Docente di Economia dei Trasporti all'Università Bicocca di Milano.Ilva, manifestazione d'interesse da Jindal. Urso: «Confronto con quella di Flacks»Si riapre il confronto sul futuro dell'ex Ilva con la manifestazione d'interesse del gruppo indiano Jindal, che si aggiunge all'offerta già in negoziazione del gruppo americano Flacks. Il ministro Urso punta a chiudere il dossier entro aprile, quando l'impianto dovrebbe tornare a una capacità produttiva di 4 milioni di tonnellate annue, soglia ritenuta necessaria per la competitività. La partita resta però condizionata dalla sentenza del tribunale di Milano che impone lo stop alla produzione dal 24 agosto per motivi sanitari, elemento che complica sia il prestito europeo sia il percorso di vendita. Il governo indica tre condizioni: presenza di partner industriali siderurgici, solidità finanziaria dell'acquirente e disponibilità alla cessione di aree per progetti di reindustrializzazione, con possibile utilizzo del Golden Power. Ne parliamo con Paolo Bricco, Il Sole