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Il Caso Ariston e la situazione delle sanzioni alla Russia

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Descrizione dell’episodio

Il 26 aprile il presidente russo Vladimir Putin ha firmato un decreto che stabilisce il «trasferimento temporaneo» del 100% delle filiali russe dell'italiana Ariston Thermo e della tedesca BSH Hausgeräte (di cui fanno parte i brand Bosch e Siemens) a Gazprom Domestic Systems, produttrice di elettrodomestici. Una decisione definita «inattesa» dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, che sabato 27 aprile ha convocato alla Farnesina per chiarimenti Aleksej Paramonov, ambasciatore della Federazione Russa a Roma.Intanto, stando a quanto riportato dal Financial Times, le maggiori banche occidentali che sono rimaste in Russia hanno pagato lo scorso anno più di 800 milioni di euro in tasse al Cremlino, una cifra quattro volte superiore ai livelli pre-guerra. Il FT ha sottolineato che le imposte pagate, pari allo 0,4% delle entrate russe non legate all'energia per il 2024, sono un esempio di come le aziende straniere che restano nel Paese aiutano il Cremlino a mantenere la stabilità finanziaria nonostante le sanzioni.Ne parliamo con Antonella Scott del Sole 24 ORE.Autotrasporti: le possibili risposte alla carenza di autistiLa carenza di autisti è una delle principali criticità che il settore dell'Autotrasporto si trova oggi a dover affrontare. Secondo le ultime stime elaborate dalle associazioni di categoria, in questo momento in Italia mancano circa 20mila conducenti di mezzi pesanti. Il problema non è solo italiano, anche se nel nostro paese il tema è particolarmente sentito anche alla luce dell'età media particolarmente elevata dei lavoratori, che si assesta tra i 50 e i 55 anni.Tra le proposte avanzate per rispondere a