Descrizione dell’episodio
Il video apre un'indagine approfondita sul presunto incontro e bacio tra Giulio Andreotti e Totò Riina nel settembre 1987, inserendolo nel più ampio contesto dei rapporti storici tra la Democrazia Cristiana siciliana e Cosa Nostra. Attraverso le deposizioni di Tommaso Buscetta, Francesco Marino Mannoia e altri collaboratori, la narrazione ricostruisce la transizione del potere mafioso dai vecchi boss palermitani (Bontate) alla spietata ala militare dei Corleonesi. Analisi Tematica La Fine della Vecchia Mafia e l'ascesa dei Corleonesi La guerra di mafia degli anni '80 inizia simbolicamente con l'omicidio di Stefano Bontate, il "Principe di Villagrazia". Riina e i Corleonesi spazzano via la vecchia guardia mafiosa, basata sulla mediazione e sui colletti bianchi, imponendo una dittatura militare. Per governare, i Corleonesi ereditano i vecchi ponti d'oro politici di Bontate: i cugini esattori Nino e Ignazio Salvo e l'europarlamentare Salvo Lima. I Cugini Salvo e Salvo Lima: La Cerniera Politica I Salvo costituivano il motore finanziario della corrente andreottiana in Sicilia grazie all'appalto per la riscossione delle tasse. Il video approfondisce come Lima fungesse da garante nazionale per gli interessi locali, utilizzando i voti spostati dalla mafia per cementare il potere della DC. I pentiti descrivono l'appellativo "lo Zio" attribuito ad Andreotti come segno di massimo rispetto istituzionale e mafioso. Il Caso Pecorelli e i Documenti su Moro Viene sviscerato il legame tra Cosa Nostra e l'omicidio del giornalista Mino Pecorelli (1979). Buscetta racconta di aver appreso da Gaetano Badalamenti e Bontate che il delitto fu un "favore" politico fatto su richiesta dei Salvo. Pecorelli stava per pubblicare documenti scottanti sul memoriale di Aldo Moro e sul generale Carlo Alberto dalla Chiesa, minacciando la stabilità del governo. Il Caso Piersanti Mattarella e la Riserva di Caccia Un focus importante riguarda l'omicidio del Presidente della Regione Piersanti Mattarella (