Descrizione dell’episodio
Durante la Seconda guerra mondiale il nostro patrimonio artistico fu minacciato da distruzioni e da razzie, ma ci furono anche persone disposte a salvaguardare l'arte del nostro paese dai danni che le loro stesse truppe avrebbero potuto arrecare. I "Monuments men", come venivano chiamati i componenti britannici e americani della sottocommissione ‘Monuments, Fine Arts and Archives', collaborarono con i funzionari italiani per salvaguardare una civiltà - spiegano Alberto Meomartini e Andrea Villa nel loro libro "Identity men. Gli uomini e le donne che hanno difeso il patrimonio culturale italiano (1943-1951)" (Skira, 288 p., € 18,00). Sono stati i difensori e costruttori della nostra identità culturale: persone convinte, come il principe Myškin di Dostoevsky, che la bellezza avrebbe salvato il mondo - commentano gli autori. RECENSIONI "Storia della pittura d'Italia" di Arsenio Frugoni (Morcelliana, 636 p., € 48,00) "L'anno mancante. Arsenio Frugoni nel 1944-45" di Gianni Sofri (Il Mulino, 144 p., € 12,00) "Vittoria d'autore" di Marco Roncalli (Scholè, 256 p., € 20,00) "Cento anni di storia del Vittoriale degli italiani" di Valentina Raimondo (Silvana editoriale, 124 p., € 25,00) "Impressionisti. Alle origini della modernità" a cura di Emma Zanella (Nomos, 240 p., € 23,66)