Descrizione dell’episodio
Il primo ministro francese Sébastien Lecornu, nominato il 9 settembre, ha presentato domenica sera la lista dei ministri a Emmanuel Macron e ha rassegnato le dimissioni la mattina dopo. Il presidente ha accettato. Le opposizioni chiedono ora un nuovo scioglimento dell’Assemblea e le dimissioni di Macron, mentre la Borsa è caduta del 2% e lo spread Francia-Germania è vicino ai massimi da dicembre 2024. La crisi è stata improvvisa: le critiche dei républicains, rilanciate dal ministro degli Interni Bruno Retailleau, hanno spinto Lecornu a rinunciare, dopo che i neogollisti avevano contestato la nomina alla Difesa di Bruno Le Maire e la presenza di troppi ministri riconfermati. Lecornu, che aveva cercato un dialogo anche con la sinistra, ha spiegato che i partiti hanno ignorato la sua volontà di non ricorrere all’articolo 49.3, rifiutandosi di collaborare alla discussione parlamentare. Ha denunciato il comportamento dei partiti, che agiscono come se avessero tutti la maggioranza assoluta, e ha alluso alle ambizioni presidenziali di Retailleau, concludendo che non esistono le condizioni per governare. Ora Macron deve scegliere se nominare un nuovo premier o sciogliere l’Assemblea Nazionale. Ne abbiamo parlato con Francesco Saraceno, Professore di macroeconomia internazionale e europea Sciences Po e Luiss.Il "Peso" sull'ArgentinaIl peso argentino torna a vacillare: le riserve si assottigliano e gli investitori fuggono. L’intervento diretto degli Stati Uniti, con una linea swap da 20 miliardi di dollari e l’acquisto di bond in valuta estera, ha frenato la fuga e dato ossigeno ai mercati. È un sostegno senza precedenti con cui Washington vuole blindare l’esperimento economico del presidente libertario Javier Milei. Per quasi venti mesi Milei era riuscito a ridurre l’inflazione mensile dal 12,8% a meno del 2%, tagliare la spesa e riportar