Descrizione dell’episodio
A partire da alcune righe di una meravigliosa storia sufi (incentrata sull’immagine simbolica di un fiume che sparisce nelle sabbie del deserto), Pier Giorgio ci guida a cogliere l’insegnamento in essa contenuto: quando siamo totalmente identificati con la persona che abbiamo, e la scambiamo per ciò che Siamo, anziché fluire (come un fiume) con la Vita, cerchiamo con ogni sforzo di dirigerla, controllarla. In questo modo ci opponiamo al suo corso, siamo rigidi (come un blocco di ghiaccio) identificati in uno o più ruoli. Così perdiamo l’opportunità di poter vedere, proprio a partire dalle nostre stesse rigidità, il Dono più grande: la Consapevolezza. Dono che può essere scoperto, ma che non può esserci dato dagli altri per quanto ci amino, né agli altri nonostante li amiamo, possiamo dare.