Descrizione dell’episodio
Non basta avere una Mercedes F.1 per le mani, copia oppure originale che sia, se poi non ci metti l'uomo giusto al volante. Lo ha dimostrato Lewis Hamilton vincendo anche in Ungheria e sopendo le polemiche fra una macchina spaziale, che lo aiuta, e le fotocopie Racing Point che avevano occupato la seconda fila. Perché poi, alla fine, la differenza la fa chi le guida. Come Bottas, che ha sbagliato la partenza, è finito settimo e non è riuscito a riprendere il secondo, Verstappen che, prima del via, era pure uscito di pista nel giro di formazione! E che dire delle Racing Point? Fotocopia Mercedes 2019, si dice.Ma poi alla fine la classifica finale non le ha viste sul podio anche se nelle prime fasi Stroll aveva fatto sognare papà Lawrence portandosi alle spalle di Hamilton, che dalla pole non ha sbagliato niente. E in Ungheria è andato in scena uno degli atti più tristi della storia Ferrari, perché il duo Vettel Leclerc, partiti in terza fila, nelle prime fasi su pista umida avevano fatto sperare qualcosa di più visto che non erano tanto distanti dal vertice. Poi con pista asciutta, strategie dei box che sembravano quasi il sorteggio dei numeri del lotto, alla fine Vettel ha preso i punti dei sesto posto, Leclerc undicesimo e fuori con un sorpasso subito da Sainz che lo ha relegato indietro. E con questo bilancio triste ci si aggiunge che Vettel è stato il primo dei doppiati.Avete letto bene: due Ferrari doppiate in Ungheria, dietro a Red Bull, in crisi con Racing Point, in difficoltà con McLaren e non parliamo di Mercedes. Un bilancio triste che ha un pregio: aver concluso la gara, raccolto informazioni sulla macchina (qualcosa di buono si è visto, poco ma si è visto) e fatto capire in che posizione si è. Poi per il mondialino 2020, con gare che ancora non si sa dove e quando verranno corse, gran premi in successione, vedere Hamilton davanti a Bottas nella classifica generale, fa già tristemente capire come va a finire questa stagione. Certo,