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Ep. 02 | Dino Campana | Dall'alto giù per la china ripida

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Descrizione dell’episodio

Sulla prima pagina del primo numero della Gazzetta dello Sport, il 3 aprile 1896, c’erano soltanto notizie di ciclismo. Ed è lo stesso giornale, tredici anni dopo, a organizzare la prima edizione del Giro d’Italia, che parte il 13 maggio 1909 in piena notte da piazzale Loreto a Milano. In quel primo decennio del secolo, in Italia, il ciclismo è certamente lo sport nazionale. Quella prima edizione del Giro d’Italia toccò Bologna, Chieti, Napoli, Roma, Firenze, Genova e Torino. Ma in Italia, anche nei più piccoli borghi, le corse ciclistiche occupavano tutti i periodi dell’anno. Per gareggiare bastavano una bicicletta, tanta forza nelle gambe e spirito competitivo. Sul traguardo, un intero paese in festa attendeva con entusiasmo l’arrivo del vincitore. E in mezzo a loro, qualcuno sentiva vibrare le corde della poesia. All’inizio del 1909, Dino Campana ha 23 anni ed è da poco rientrato dal suo leggendario viaggio in Argentina. Torna nel suo paese natale, Marradi, nel cuore della Romagna toscana. Ma viene presto sopraffatto dallo shock del ritorno nel suo piccolo borgo, avendo negli occhi ancora la vastità delle pampas, e la libertà di un viaggio in perfetta solitudine. L’8 aprile di quell’anno dà in escandescenze per le strade di Marradi: i carabinieri lo fermano, lo portano in caserma e redigono un verbale di arresto nei confronti di - è scritto davvero così - “il matto furioso Campana Dino”. Il giorno dopo, il sindaco del paese ne ordina il ricovero a Firenze, in manicomio, per qualche settimana. Seguono mesi di viaggi, di fughe improvvise e di continui ritorni. Campana è però probabilmente in paese il giorno dell’arrivo di una corsa ciclistica, la Firenze-Marradi, 90 kilometri dal Ponte Rosso di Firenze attraverso i colli del Mugello. La corsa è organizzata dal Ciclo Club Appenninico, una delle prime società ciclistiche di quel territorio, fondata da un droghiere di Borgo San Lorenzo. Ed è forse ispirandosi a questa corsa che Campana scrive i suoi p