Descrizione dell’episodio
Max Verstappen bicampione del mondo di F.1. Vince gara e titolo a Suzuka, casa della Honda, in un GP sponsorizzato Honda con una Honda che prima si ritira e poi conferma l'appoggio alla Red Bull fino al 2025 e poi chissà. Una cosa normale, sembrerebbe. Invece no. La disputa del GP, partito con la pioggia e sospeso dopo tre giri, di cui due dietro alla safety car, ripreso dopo due ore e 18 minuti dalla sospensione e ripartito con partenza lanciata e fermata dopo 29 giri, ovvero allo scadere del tempo massimo previsto per una gara di F.1 (due ore in condizioni normali, tre ore con pioggia), ha sempre visto l'olandese davanti a tutti. Quindi, dal punto di vista sportivo nulla da eccepire: è stato bravissimo, specie al primo via quando Leclerc lo ha infilato alla prima curva e Verstappen ha replicato all'esterno con una manovra da applausi a scena aperta.Poi la sospensione, le polemiche per lo svolgimento ridotto, il finale in cui Leclerc, nel difendersi da Perez, ormai senza gomme taglia l'ultima chicane e "accompagna" il messicano verso l'erba, costringendolo all'esterno. Secondo al traguardo, penalizzato dalla giuria e posizione ceduta a Perez. Risultato, il terzo posto di Leclerc a tavolino assegna il mondiale a Verstappen. Questi i fatti, sulle opinioni ci si può scrivere un libro perché alcune cose non hanno convinto. Mettendo in ordine i fattori, si comincia con la gara. La partenza era bagnata ma tutti hanno montato le gomme intermedie quando era chiaro ci volevano le full wet. E infatti, con Sainz che va a sbattere senza nemmeno completare mezzo giro, Vettel per prati, altri in ordine sparso qua e là, l'ingresso della safety car era logico così come la sospensione con bandiera rossa. Si sapeva da prima, quindi perché farli partire subito? Oppure perché non hanno obbligato a montare gomme da bagnato estremo come accaduto nel secondo via, lanciato, con condizioni meteo migliori? Mistero.Altro mistero: bandiera rossa, gara sospesa, e Gasly che arriva a