Descrizione dell’episodio
Una volta era il contorno a giustificare una gara sulle strade di Singapore, ma dopo la pandemia e le varie restrizioni, è venuto a mancare in parte anche quello e la solita inutile colonna di auto in fila, non ha dato quelle emozioni che la Montecarlo dell'est pretende di dare. Alla fine, con la vittoria di Sergio Perez in attesa di giudizio federale (non ha rispettato la norma delle 10 macchine di distanza dalla safety car) davanti alla Ferrari di Charles Leclerc, abbiamo assistito a un'ora e quindici minuti di nulla cosmico. Ovvero, tutti in fila in attesa delle migliori condizioni meteo. Infatti, la gara è partita con un'ora di ritardo per il classico temporale equatoriale. E con la pista bagnata che non si asciugava mai, la partenza e la prima ora e 15 è passata nella noia totale, salvo qualche safety car per rimuovere lo sventurato di turno. Poi, il colpo di coda: con l'ultima safety car, per sistemare le barriere colpite da Tsunoda,Leclerc si è fatto sotto a Perez e con il dubbio di una possibile penalizzazione di 5 secondi (detto via radio dalla Ferrari al suo pilota) abbiamo assistito a 12 giri di gara vera. Cioè i due hanno tirato come matti, ruote bloccate, sbandate, controsterzi. Quello che si chiede a un GP e a piloti professionisti. Poi il crollo: Leclerc che ha mollato il colpo e Perez che vince con 7,6 secondi di vantaggio. Abbastanza per far fronte a una possibile penalizzazione decisa dalla giuria. Che per inciso, probabilmente dormiva alla grande se dopo 50 minuti dall'episodio incriminato, non aveva ancora preso una decisione e aveva rimandato tutto al dopo gara. Questa in sintesi la cronaca di quanto accaduto a Singapore, un GP che meriterebbe di essere rivisto. Per la lunghezza e inutilità del tracciato, con curve tutte uguali ma con percorsi obbligati da fare. Visto che pagano pure gli hotel attorno alla pista, si è gentilmente pensato di farci passare il tracciato. E così curve piccole e strette, tratti senza significato. E durata