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Conversazione con Pidgin Edizioni - Incursioni al Bookpride ‘22

11 min 38 s

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Descrizione dell’episodio

Incursioni al Bookpride ‘22 Conversazione con l’editore Stefano Pirone, Pidgin Edizioni Pidgin è un suono e una suggestione. In due aggettivi? Ruvida. Sperimentale. Abbiamo chiesto a Stefano Pirone di raccontarci la sua peculiare linea editoriale. Pidgin nasce a Napoli 2017. Nomen omen, la dichiarazione d’intenti è chiara. “Pidgin” è la lingua creata dalle persone allo scopo di comunicare, comprendersi. “Pidgin” è figlia di una mescolanza tra una lingua straniera e una o più lingue indigene. Si definisce così quella lingua che, se estesa a un’intera comunità, può originare una lingua creola. L’obiettivo di creare, e fidelizzare, una comunità di lettori che si riconoscano subito nella forma e nei contenuti della casa editrice è chiaro ed efficace fin dai primi titoli. Si va da romanzi sorprendenti come “Mira corpora” di Jeff Jackson alla flash fiction “Viscere” di Amelia Gray, da dialoghi e ritmi ossessivi di “Volevo essere Vincent Gallo” di Sergio Oricci all’ultima novità nel campo della non fiction, la collana di saggi-memoir a cura di Sara Verdecchia inaugurata da “Stanotte sono un altra” di Chelsea Hodson. Lo stile? Diretto, incalzante, preciso. La veste grafica segue la stessa linea di essenzialità e immediatezza: pochi cromatismi che suggeriscono di volta in volta atmosfere surreali, oniriche, psichedeliche, perturbanti. I temi? Un’attenzione spasmodica al canto della strada, alla violenza e al grido degli ultimi, alle condizioni umane marginali e periferiche. Nel segno di una Voce a più voci forte, dotata di personalità e riconoscibilità. Buon ascolto e, soprattutto, buona lettura! Thanks to cosito.it e Carmine Fotografie