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Cinque cose che è vietato ricordare l'8 marzo

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Attualità - BastaBugie.it Cinque cose che è vietato ricordare l'8 marzo Pronto per l’ascolto
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Descrizione dell’episodio

TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8477CINQUE COSE CHE E' VIETATO RICORDARE L'8 MARZOdi Giuliano Guzzo Domani sarà l'8 marzo e, purtroppo, non sarà solo il giorno delle mimose e della celebrazione della donna. Sarà anche, se non soprattutto, un'epifania del politicamente corretto e della cultura dominante. Due facce della stessa medaglia: quella che, in un tempo teoricamente caratterizzato dalla libertà di parola, vede quest'ultima di fatto limitata o scoraggiata. In particolare, a proposito proprio dell'argomento femminile, ci sono alcune cose che l'8 marzo è vietato o quasi ricordare. Vediamo brevemente quali sono, finché ci è ancora consentito farlo.1. CELEBRARE LA DONNA? PRIMA DEFINIAMOLALa prima cosa sconveniente da fare l'8 marzo è... definire cosa sia una donna. Paradossale ma vero, in un tempo in cui si moltiplicano esempi di rimozione o, almeno, di confusione sullo stesso termine «donna». Qualche esempio? Nel settembre 2021 la rivista scientifica The Lancet apostrofò le donne come «corpi con le vagine». Poco dopo il dizionario di Cambridge, punto di riferimento imprescindibile per chi approccia la lingua inglese, aggiornò le voci man e woman, ovvero «uomo» e «donna»; in particolare la definizione di «donna», che prima era «essere umano adulto di sesso femminile», è diventata - in chiaro omaggio al gendericamente corretto - «essere umano adulto di sesso femminile oppure persona adulta che vive e si identifica come femmina anche se alla nascita è stata definita di sesso diverso». E gli esempi potrebbero continuare, se non fosse diventato scomodo o sconosciuto - come prova pure il documentario What Is a Woman? (2022) di Matt Walsh - ricordare semplicemente l'ovvio: una donna è una persona adulta di sesso femminile.2. IL PIÙ GRANDE FEMMINICIDIO È L'ABORTOPosto che chi scrive non intende certo sminuire la gravi