Descrizione dell’episodio
Lo strumento chiamato a sostituire il reddito di cittadinanza si chiama «Mia», «Misura di inclusione attiva». Per i circa 400mila beneficiari dell attuale reddito che possono lavorare arriva una stretta: si studia un sostegno di 375 euro della durata di 12 mesi (probabilmente legato alla formazione in vista dell inserimento al lavoro). Per coloro che non possono lavorare il sostegno sarà di 500 euro (per un single) per 18 mesi (oggi si può arrivare a un massimo di 780 euro mensili). Sono queste alcune novità che trapelano in vista del prossimo decreto Lavoro, che dovrà rivedere, tra le altre cose, anche il reddito di cittadinanza, dopo la prima stretta operata in legge di Bilancio. Dal 1° gennaio al 31 dicembre 2023 il numero di mensilità erogabili ai percettori del sussidio cosiddetti occupabili scendono a sette (questa disposizione non si applica ai nuclei al cui interno vi sono disabili, minorenni, o persone con almeno sessant'anni d età). Ed è a questa platea che si guarda soprattutto con le nuove norme allo studio dell esecutivo. Stamattina però, Pasquale Tridico, presidente INPS, intervenendo a 24 Mattino su Radio 24, ha dichiarato: "Bene la riforma del reddito ma è un errore toglierlo a chi non trova lavoro". Tridico ha spiegato: "Il reddito minimo è una misura prevista dall'Unione Europea, tutti coloro che stanno al di sotto di una certa soglia devono avere un reddito, l'Italia dovrà fare i conti con le direttive della Commissione Europea sul reddito minimo, consentire a coloro che pur non trovando il lavoro perdono il reddito mi sembra effettivamente una grande criticità". Ne parliamo con Giorgio Pogliotti de Il Sole 24 Ore. Infrastrutture ferroviarie e investimenti in elettrificazione e mobilità sostenibile Alstom, azienda con centenaria