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242 - La fine di Giuda

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Spiritualità | RRL 242 - La fine di Giuda Pronto per l’ascolto
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Descrizione dell’episodio

Poi Giuda, che Lo aveva tradito, quando vide che era stato condannato, si pentì e riportò le trenta monete d'argento ai sommi sacerdoti ed agli anziani, dicendo: 'Ho peccato, perché hotradito sangue innocente', ma quelli dissero: 'Che ci riguarda? Veditela tu'. Ed egli, gettate le monete d'argento nel temiop, si allontanò e andò ad impiccarsi. Giuda, quando vendette Cristo, non si aspettava che sarebbe stato ucciso, ma si sarebbe limitato ad essere preso, per dare a loro una certa soddisfazione, o in qualche modo sfuggire, come prima, dalle loro mani. Ma trovandoLo condannato a morte, ha sentito la gravità del suo peccato. E pentendosi, quando era troppo tardi, di ciò che aveva fatto, si condannò da solo e si impiccò. "Il diavolo è così astuto", dice S. Crisostomo, "che non permette a un uomo (a meno che non sia molto vigile) di vedere in anticipo la grandezza del suo peccato, per timore che debba pentirsi e rifuggire da esso. Ma non appena un peccato è completamente compiuto, gli permette di vederlo, e così lo travolge di dolore e lo spinge alla disperazione. Giuda rimase impassibile davanti ai numerosi avvertimenti di Cristo; ma quando l'atto fu compiuto, fu portato a un pentimento inutile".