Descrizione dell’episodio
“Nozick dovrebbe piacere soprattutto ai giovani di anni o di spirito, col suo liberalismo costeggiante l’anarchismo” - Sergio RicossaNegli anni Settanta la filosofia politica viene scossa dal dibattito fra due professori di Harvard: John Rawls, che pubblica la sua Teoria della giustizia nel 1971, e poi Robert Nozick, che nel 1974 gli risponde con “Anarchia, Stato e Utopia”. Nozick, un filosofo che poi si occuperà di temi anche lontani dalla filosofia politica, da una parte prende sul serio gli argomenti dei pensatori anarco-capitalisti, che come Murray N. Rothbard stanno mettendo a punto una risposta originale a quelli che vedono come i fallimenti del liberalismo classico. Dall’altra, però, dedica la parte centrale del suo libro a rispondere a Rawls e ai suoi argomenti a favore della redistribuzione. E’ in questo contesto che Nozick riafferma sì la necessità di uno Stato, ma con funzioni rigorosamente limitate, mentre nel contempo distrugge l’assunto centrale di Rawls: ovvero che sia possibile avere una società nella quale c’è un sostanziale livellamento della ricchezza ma non una attività continua di redistribuzione da parte dello Stato stesso. Nozick ci insegna a guardare a un certo assetto distributivo chiedendoci come esso si è determinato: la sua concezione della giustizia è “storica”, atti legittimi portano a distribuzioni legittime. Più trascurata è l’ultima parte del suo lavoro, nella quale suggerisce che proprio attraverso regole liberali e minime sia possibile costruire una cornice per l’utopia, uno spazio che consenta al singolo di poter finalmente inventare la propria vita e la propria identità.Nel prosieguo della sua carriera, stroncata da una morte prematura, Nozick si interrogherà su molte altre questioni. La sua fama è però indissolubilmente legata a quel suo primo libro.Protagonista:Lisa KinspergherOspite:Nicola Iannello, Senior Fellow IBLConsigli di Lettura:- “An